Sono rimasta davvero scioccata dalla notizia dell'estradizione dalla Thailandia del capo dell'organizzazione di hacker. La cosa mi ha spaventata ancora di più perché non si trattava di una semplice fuga di dati personali, ma perché avevano preso di mira tutti, da Jungkook dei BTS ai presidenti di importanti aziende.
In particolare, il fatto che abbiano rubato informazioni personali hackerando siti web governativi e di istituzioni pubbliche e che abbiano persino attivato linee telefoniche a basso costo per tentare la verifica dell'identità, sembra un piano estremamente sofisticato. Questo mi preoccupa ancora di più, dato che oggigiorno è spesso possibile gestire finanze o conti bancari utilizzando solo l'autenticazione tramite telefono cellulare.
È stato ribadito che Jungkook ha subito perdite azionarie per un valore di 8,4 miliardi di won durante il servizio militare, e mi ha rassicurato sapere che all'epoca ha agito tempestivamente per minimizzare i danni. È inoltre un grande sollievo che le azioni trasferite a terzi siano state restituite tramite una sentenza del tribunale.
Osservando questo episodio, ho capito che non solo le celebrità, ma anche le persone comuni devono prestare maggiore attenzione alla gestione e alla sicurezza delle proprie informazioni personali. Soprattutto, spero che le pene per questi crimini informatici organizzati diventino più severe.