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La mente dietro l'attacco informatico che ha preso di mira persino Jungkook è stata infine condannata a 20 anni di prigione.
Secondo quanto riportato, il capo di un'organizzazione di hacker che ha rubato illegalmente informazioni personali di ricchi coreani, tra cui Jungkook dei BTS, e ha sottratto una grande quantità di beni, è stato condannato a 20 anni di carcere nel primo processo.
Secondo quanto riportato, l'individuo avrebbe commesso il reato creando un'organizzazione criminale specializzata in attacchi informatici all'estero, raccogliendo illegalmente informazioni personali e sottraendo denaro da conti bancari e conti di criptovalute aprendo conti di telefonia mobile a basso costo intestati alle vittime.
È davvero sconvolgente apprendere che l'entità totale dei danni ammonta alla cifra astronomica di 38 miliardi di won e che non solo presidenti, amministratori delegati e dirigenti d'azienda, ma anche celebrità e influencer sono stati presi di mira.
Nello specifico, nel caso di Jungkook, sono state quasi rubate azioni HYIVE per un valore di circa 8,4 miliardi di won, ma si dice che l'agenzia abbia riconosciuto rapidamente il danno e abbia preso provvedimenti come la sospensione dei pagamenti, quindi non si è trattato di una perdita effettiva.
Il tribunale ha inoltre sottolineato che le vittime hanno perso i propri beni senza potersi difendere, pur non avendo commesso alcun illecito, e ha stabilito che si tratta di un reato grave, capace di scuotere non solo la proprietà individuale, ma anche le fondamenta del sistema finanziario.
Si tratta di un episodio davvero spaventoso, in cui vengono commessi crimini contro beni di valore attraverso l'hacking o il furto di identità.