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Quanti biscotti aveva il film *Eyes*? Recensione, finale, trama (con opera originale)
Dalla presenza o meno di una scena post-credits al finale da brividi, dalla trama al confronto con l'originale spagnolo, vi offriamo una recensione vivida e onesta dell'ottimo thriller "The Eyes" con Shin Min-ah e Kim Nam-hee. Attenzione: spoiler!
1. Quante scene post-credits ci sono nel film *Eyes*? Consigli per uscire dal cinema!
So che tutti voi accenderete i cellulari e cercherete "eye cookie" non appena il film sarà finito. Anch'io ho fatto lo stesso.
Per cominciare con la conclusione, non c'è nessuna scena post-credits nel film *Eyes*!
Purtroppo, non ci sono scene extra o sequenze post-credits al termine del film, quindi se avete un bisogno impellente di andare in bagno dopo la proiezione, sentitevi liberi di alzarvi e uscire subito! Portatevi via la sensazione che vi rimane dopo il finale e andatevene!
2. Trama da brividi e da far battere forte il cuore.
La storia inizia con la protagonista, Seo-jin (interpretata da Shin Min-ah). Seo-jin è una fotografa che sta gradualmente perdendo la vista a causa di una malattia chiamata neuropatia ottica ereditaria. Come se il solo offuscamento della sua vista fosse già abbastanza terrificante, un giorno riceve la sconvolgente notizia che la sua sorella gemella, Seo-in, affetta dalla stessa malattia genetica, si è suicidata.
Ma Seojin lo sapeva d'istinto. "Mio fratello minore non è assolutamente il tipo di bambino che si toglie la vita!"
La polizia cerca di concludere che si tratti di suicidio, ma Seojin inizia a scoprire la verità sulla morte del fratello minore seguendo indizi sottili che gli altri non notano. In una situazione estrema in cui la sua vista si sta gradualmente offuscando, un'entità non identificata continua ad aggirarsi intorno a lei... Seriamente, sono rimasta senza fiato per tutto il tempo, non sono riuscita nemmeno a mangiare i popcorn.
3. La gioia del confronto con l'originale (con gli occhi di Julia)
A quanto pare, questo film è un remake del capolavoro thriller spagnolo *Gli occhi di Julia*, uscito nel 2011! Si tratta di un film leggendario prodotto nientemeno che dal maestro del cinema di genere, il regista Guillermo del Toro.
Visto che l'originale vantava una suspense così solida, ero un po' preoccupato e un po' emozionato, ma la versione coreana di *Eyes* è stata adattata davvero bene, sfruttando le parole chiave "sentimenti familiari coreani" e "ossessione per le relazioni", rendendola perfetta per il pubblico coreano, che si è così immerso nella storia.
Ho la sensazione che siano riusciti a preservare l'avvincente trama dell'originale, arricchendone al contempo la profondità emotiva. Ho sentito dire che il team di produzione di *Hide and Seek* (2013) è stato coinvolto, e la loro caratteristica atmosfera horror realistica è straordinaria.
4. Un finale scioccante e terrificante (attenzione: spoiler)
Bene, ecco a voi la storia completa sull'identità del colpevole! (Saltate questa parte se non volete spoiler!)
Do-hyuk (interpretato da Kim Nam-hee), un detective affidabile che si preoccupava sinceramente per Seo-jin e ha seguito il caso insieme a lei...
A quanto pare, questo tizio era il colpevole!!!
Dohyeok era in realtà uno stalker inquietante che nutriva un'ossessione contorta e un amore morboso per le due sorelle gemelle non vedenti. Poiché le sorelle non potevano vedere, nutriva la folle idea di poterle controllare diventando i loro unici occhi (l'oggetto su cui potevano contare). Alla fine, fu Dohyeok a spingere la sorella minore, Seoin, alla morte, e aveva minacciato chiunque gli stesse intorno per fare sua anche Seojin.
Nella parte finale, c'è una scena in cui Seo-jin, quasi priva della vista, combatte una disperata battaglia con Lee Do-hyuk nell'oscurità, affidandosi unicamente all'udito e al tatto, ed è stata davvero al cardiopalma. In definitiva, il film si conclude lasciando un messaggio profondo su quanto sia terrificante il "desiderio distorto in nome dell'amore", piuttosto che mostrare il volto dell'assassino.
5. Recensione onesta del film *Gli occhi*
Innanzitutto, sono rimasta completamente sbalordita dalla recitazione di Shin Min-ah nel suo doppio ruolo. Ha interpretato alla perfezione Seo-jin, la sorella maggiore con un complesso di inferiorità, e Seo-in, la sorella minore artista e ansiosa, usando solo gli occhi e sottili espressioni facciali. Anche la performance dell'attrice Kim Nam-hee, che si muove sul confine tra bene e male, mi ha fatto venire la pelle d'oca!
Gli effetti visivi e sonori erano pazzeschi, in particolare. Lo schermo si sfocava per adattarsi al campo visivo del protagonista e il suono veniva amplificato come se fosse proprio accanto all'orecchio; questa "pressione psicologica" era molto più spaventosa dei jump scare.
L'unico aspetto negativo è che hanno tenuto le informazioni segrete fino al colpo di scena nella seconda metà, quindi il ritmo potrebbe risultare un po' lento nella parte centrale. Inoltre, le azioni dell'assassino sono un po' esagerate dal punto di vista cinematografico. Tuttavia, per un appassionato di thriller come me, è stato sicuramente ben fatto, ed è stato uno dei thriller più avvincenti che abbia visto quest'anno! Consiglio vivamente di andare al cinema senza sapere nulla in anticipo (senza spoiler)!
Domande frequenti (Q&A)
D1. C'è una scena post-credits nel film *Eyes*?
A1. No, non ci sono scene post-credits dopo la fine del film principale. Puoi uscire immediatamente non appena scorrono i titoli di coda.
D2. Avrò difficoltà a comprenderlo anche se non vedo gli occhi di Julia come nell'opera originale?
A2. Sì, assolutamente! Trattandosi di un adattamento perfettamente reinterpretato per adattarsi alla sensibilità e alla narrazione coreana, chi non ha visto l'originale percepirà lo shock del colpo di scena in modo ancora più intenso e potrà immergersi completamente nella storia.
D3. È molto spaventoso? Ci sono scene brutali?
A3. Essendo vietato ai minori di 17 anni, il film contiene alcune scene piuttosto scioccanti, ma non si tratta di un film splatter con fantasmi o fiumi di sangue. È più simile a un "thriller psicologico", in cui la pressione psicologica e la suspense legate a entità invisibili sono al centro della narrazione.
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