[Concorso] Il tunnel che abbiamo inciso.

[Concorso] 01 | Il tunnel che abbiamo inciso.

Sto arrancando, senza casa e senza una sola persona che conosco. Non è che sia senza casa, ma sono stato cacciato di casa... Certo, sono io che me ne sono andato. Mi piace disegnare, e di solito disegno nei tunnel. Alla gente non importa poi molto... Ehi, chi se ne importa? Anche oggi ho preparato una grande borsa con colori, pennelli e ogni sorta di altre cose e sono uscito di casa.


"Eppure... è l'unica gioia della mia vita-."


Ho disegnato una ragazza che sembrava molto diversa da me. Sorrideva radiosamente, tenendo in mano zucchero filato e un palloncino. Dietro di lei, ho disegnato degli uccelli. Erano dai colori vivaci. Gli uccelli la seguivano ovunque. Poi, mi sono dispiaciuto per me stesso. Nessuno mi seguiva, e non riuscivo nemmeno a ridere... Arrabbiato senza motivo, ho preso a calci il tunnel.


"Ah...


Ho urlato di dolore. Poi un uomo alto si è avvicinato pesantemente a me. Ero terrorizzato da lui, dalla sua altezza e dalle sue spalle larghe. Era vestito completamente di nero e aveva un cappello. Era buio, quindi non riuscivo a vedere chiaramente, ma pensavo indossasse una felpa con cappuccio e un berretto con cappuccio.


"Chi sei tu per dare un calcio al tunnel di qualcun altro?"


Rimasi un po' sorpreso e, dopo una breve esitazione, risposi.


“Il tunnel di qualcun altro…?” Sei il proprietario del tunnel?


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"Questo tunnel è di mia proprietà?"


Mi bloccai. Mi resi conto che il motivo per cui tornavo sempre pulito dopo i miei graffiti era dovuto a quest'uomo. Quest'uomo, il proprietario del tunnel, continuava a fissare i miei disegni, poi mi lanciò un'occhiataccia.


"È questo quello che hai disegnato?"


Continuai a riflettere in silenzio, poi chinai il capo e parlai. Avevo commesso un errore, quindi non avevo scuse. Ma non avevo nessun altro posto dove andare, quindi, anche se era imbarazzante, sentivo di non avere scelta.


“Mi dispiace… ma posso dormire qui stanotte…?”


Era un po' buio nel tunnel, ma dall'espressione dell'uomo capii che era confuso. Si grattò la testa e mi parlò con calma.


"Che ne dici di tornare a casa e dormire? Farà un po' freddo."


Sospirai profondamente come per dirgli di ascoltarmi, poi dissi con un'espressione pietosa che mi impedì di fare a meno di esaudire la sua richiesta.


"Non ho nessun posto dove andare, ecco perché-.."


L'uomo annuì leggermente, come se non avesse scelta. Poi piegò leggermente le ginocchia, incrociò i miei occhi e parlò con un sorriso.


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“···. Non ci posso fare niente. Non è che mi piaci, è che lo faccio perché ho paura che possa essere pericoloso! Vieni a casa con me.”