D, e, e, s.

Dio, stella, bambino prescelto. 01






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“···Sono così soffocato. Laggiù!”

Ero intrappolato in un luogo sconosciuto, con mani e piedi legati a una sedia. Le lancette delle ore, dei minuti e dei secondi dell'orologio erano tutte sfasate, come se l'ora non fosse precisa. Ho provato ogni metodo possibile, inserendo tutte le formule matematiche che usavo fin dalle elementari, per calcolare approssimativamente l'ora, ma alla fine non sono riuscito a trovare una risposta. Come diavolo fanno queste persone a vivere qui? La mia testa ha iniziato a farmi male. Non c'è differenza di fuso orario, quindi perché sta succedendo tutto questo?

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“···È davvero Gaia?”

No, davvero, chi sei? Volevo chiedergli, aggrottando la fronte. Qui sono tutti pazzi. Ah, vorrei tanto tornare a casa.

"Oh, santo cielo."

"Holly, Holly... cosa?"

Dannazione. Ho imprecato. Ora, che scusa dovrei inventare? Mi sono morso il labbro inferiore, perso nei miei pensieri per un po'. Che tipo di scusa dovrei inventare?

"Uh, scusa. A volte mi capita di confondere i fumetti con i fumetti dei pensieri."

L'uomo sorrise alla scusa inventata alla bell'e meglio. La sua espressione era completamente indecifrabile. Rideva di gusto o per l'assurdità?

L'uomo emanava un'aura divina. Se il mio intuito era corretto, forse era un dio.














































Se dovessi essere specifico, mi sembrava Ares, il dio della guerra. Se quello spazio apparteneva agli dei, allora era possibile.




















(Gyarrr ciao, sono il direttore. Sto ascoltando delle frasi che contengono la parola "fucking" mentre guardo un film. Sì, è troppo personale. Scriverò molto. Va bene. Sono sicuro di averlo solo abbozzato. Probabilmente(?). Comunque, grazie per aver guardato!)