
Ep.45
Seduto di fronte a Yeoju, in mezzo a un lungo divano, a fissarla, c'era nientemeno che Park Jimin. Era innegabile. Senza nemmeno un attimo di dubbio, Yeoju corse da Park Jimin, e Jimin si limitò a sorridere in silenzio.
"...Perché ti stai svegliando adesso? Perché!!"
"Ho aspettato a lungo..."
"Se avessi saputo che aspettavi da così tanto, avrei aperto gli occhi prima!
La gente... ti fa preoccupare..."
Yeoju urlò con una voce piena di risentimento, in piedi davanti a Jimin, stordita. Il suo colorito non era ancora del tutto normale, ma il solo fatto di aprire gli occhi e guardarlo era probabilmente più un miracolo che una soddisfazione.
Quindi le lacrime che scendevano avevano una ragione.
"Mi dispiace... di averti fatto aspettare così a lungo..."
"Mai più... Mai più in quella compagnia per colpa mia
Non entrare..."
"Va bene...lo prometto."
"Tu... se rompi questo, morirai davvero...!"
L'eroina non poté fare a meno di avvicinarsi a Jimin, che, singhiozzando, le porse il mignolo e il pollice. Quando gli infilò l'anello al dito, la mano di Jimin sembrò fredda come il ghiaccio, ma vedendola muoversi, provò un misto di gratitudine e senso di colpa, che la lasciò senza parole.
"Ugh... Davvero..."
"Non sono morta... Smettila di piangere adesso, sorellina..."
"Se fossi in te... Se fossi in te, non piangeresti!..."
"dente..."

"...Sarai ancora più carino quando ci incontreremo di nuovo."
"...Cosa hai detto..."
E Jimin girò leggermente la testa e parlò a Taehyung seduto accanto a lui. Non era la domanda di Jimin, ma la storia di Jeon Jungkook. Incapace di trattenersi, la protagonista femminile calmò le lacrime e ascoltò Jimin.
"...Jeon Jungkook non è rimasto indietro...?"
"Oh, spero che tu stia bene."
"...Anche noi ci siamo incontrati una volta..."
.
.
.

"eh?"
"Ma ho fatto un pasticcio... quindi sono venuto qui perché mi hai detto di tornare a casa. Non preoccuparti."
"...Non è una questione di preoccuparsi o meno."
"Non ho fatto davvero niente"
"Qual è lo standard per non fare nulla?"
"Quello..."
"Tornare a casa senza dire una parola? Jeon Jungkook?"
"...No, ho confuso le parole..."
"Allora non hai fatto niente."
"......"
L'espressione fredda di Jimin, apparentemente estremamente arrabbiata, era quasi omicida. Yeoju si sedette con cautela sul divano e concluse la sua conversazione con Jimin.
"...Sei ferito da qualche parte...?"
"No, non sono ferito..."
"Devi avermi usato come scusa per dire a tua sorella di uscire..."
"..."
"Lo so, anch'io.
"Non credo che avresti potuto rifiutare."
La tristezza e la paura di allora tornarono a farsi sentire in Yeoju, e il solo fatto di essere capita da Jimin fu di conforto sufficiente, così iniziò a versare lacrime.
"Mi dispiace... So che è qualcosa di cui preoccuparsi...
"È tutto quello che potevo fare per te..."
"...non c'è niente che tu debba fare per me"
"Ma come puoi uccidere qualcuno che vuole ucciderti..."
"Devi fidarti di me. Fidati dei miei amici."
La protagonista femminile annuì con fermezza alle parole di Jimin, dicendole di fidarsi di lui. Jimin poi si avvicinò ancora di più e la abbracciò.
"Mi dispiace di averti fatto preoccupare..."
"Mi dispiace anche di averti fatto preoccupare..."
.
.
.
"...non preoccupiamoci mai più a vicenda."

"Sì... mi dispiace..."
@È passato un po' di tempoㅜㅠ Sono stato così impegnato ultimamente, mi dispiace...
@Ancora, mi manderai comunque un messaggio...?? 。゚( ゚இ‸இ゚ )゚。
