
Per favore, marito, divorzia da me.
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Aprii la porta d'ingresso ed entrai. La villa era vuota. Il silenzio mi soffocava i polmoni.
“…”
Ho acceso il telefono e ho composto un numero. Non c'era nessun nome salvato, ma sapevo il numero a memoria.
- [Tut - tu -…]
Solo un suono continuo e intermittente riempiva la stanza silenziosa.
“…”
Poco dopo si udì una voce familiare e calma.
- "Cosa sta succedendo?"
“…”
- "…Dove sei ora?"
"Sai, quella foresta. Ti ci ho già portato."
Continuò a parlare lentamente, portando una mano alla fronte.
"Se vai un po' più a sud... un posto dove non viene molta gente. È tranquillo e ci sono molti alberi."
Tutto quello che riuscii a sentire fu un breve sussulto dal ricevitore. Doveva essersi accorto della situazione.
- “…Sei lì adesso?”
"eh."
- “…Arrivo presto.”
Fermare.
Solo dopo aver riattaccato mi sono chinato e ho preso un respiro profondo.
"Haa... così fastidioso."
Feci un respiro profondo e guardai il soffitto. Il tempo sembrava essersi fermato e un'aria pesante e silenziosa mi avvolse.
“…“
Andai lentamente in cucina e aprii il rubinetto. L'acqua tiepida cominciò a scorrere silenziosamente.Mentre mi bagnavo le mani, una sensazione che non era né fredda né gelida mi sfiorò la punta delle dita.
“…”
Strinsi e aprii i pugni, cercando di concentrarmi sulla sensazione di freddo.
"In questo momento... non voglio pensare a niente."
Mi appoggiai al lavandino, con le ginocchia piegate, e fissai le mie mani con sguardo assente. Goccioline d'acqua mi colava dalla punta delle dita e si riversavano silenziosamente sul pavimento.
“…”
Sentivo un nodo al petto e cominciavo ad avere il fiato corto.
"Sotto…"
Questo era tutto. Nessuna parola, nessun sentimento, nessuna forza per resistere oltre.
-
Si udirono dei passi silenziosi alla porta d'ingresso. Qualcuno bussò. Due colpi brevi e cauti.
“…”
Ma non lo sentii. Fissavo le mie mani bagnate, il mio respiro era silenzioso.
“…”
Dopo un po' la porta d'ingresso si aprì con un segnale acustico.
“…”
“…”
La mia segretaria rimase lì, impassibile. I nostri sguardi si incontrarono e lui aprì silenziosamente la bocca.

“…È adatto per un soggiorno breve.”
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