Mi guarda con un'espressione che dice: "Cosa ci fai qui?". Poi ripone il telescopio che stava guardando. Poi sorride radiosamente. Come se mi avesse visto.
"Cosa stai facendo? Questo posto fa davvero paura."
"Sono appena arrivato..."
"Fuori di qui in fretta. Questo posto è davvero pericoloso, vero?"
"...E se non ti piacesse?"
"Allora non uscire. Vieni a giocare con me. Non ci sono altri bambini della mia età."
"Ma quell'acero laggiù..."
"Ti dà fastidio?"
"No... ho solo pensato che fosse carino."
"Davvero? Posso farti un regalo..."
"No... sarebbe strano darmi all'improvviso un albero come quello... a meno che tu non sia il proprietario di questa foresta..."
"Te lo darò, visto che sono il proprietario della foresta."
Gli rivolsi un piccolo sorriso. Anche il ragazzo sorrise radiosamente. Il proprietario della foresta? Non volevo crederci, ma la vita è qualcosa in cui bisogna credere.
Ma l'acero è così bello che non posso ignorarlo. Era di colore rosso ed è caduto magnificamente senza marcire.
"bello.."
"Ti piace?"
"Quella foglia d'acero rossa... penso che sarebbe carina se trasformata in un segnalibro."
"Te lo preparo?"
"Veramente..?"
"È più facile da realizzare di quanto pensi."
Era un ragazzo che ha creato un segnalibro in un batter d'occhio. A proposito, come si chiamava? Perché è stato così gentile con me?
"Grazie per il segnalibro. A proposito, come ti chiami?"
"Vuoi sapere il mio nome?"
Annuii. Era vero. Era anche colpa mia per non avergli nemmeno chiesto il nome.
"Allora te lo farò sapere."
"Mi chiamo."
"Lee Dae-hwi"SÌ"
E poi scomparve. Dopo avermi detto solo il suo nome. Non riesco a dimenticare quel sogno. Perché il segnalibro era nella mia mano. Ricordo ancora il volto del ragazzo di nome Lee Dae-hwi.
Lee Dae-hwi.
