I girasoli seguono il sole

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"Paulo, sbrigati!", ridacchia Stell mentre cerca di aiutare il suo amante a saltare sulla barriera della strada. L'estate è alle porte ed erano già le 5 del mattino. La coppia decise di uscire presto nel campo di girasoli vicino al loro isolato.

In realtà Paulo non era dell'umore giusto per svegliarsi così presto, visto che era rimasto sveglio fino alle 3 del mattino, ma verso le 4:30, mentre dormiva, sentì bussare alla finestra del secondo piano e, quando controllò, si accorse che era Stell. Sorrideva ampiamente sotto la finestra e teneva in mano un paio di sassolini da lanciare contro la finestra.


Si ritrovò a seguire la sua amante.
Ma come poteva resistere a quelle risatine? A quei sorrisi che sapeva essere solo per lui? A quegli sguardi che in qualsiasi momento avrebbero potuto scioglierlo se si fossero fissati ancora un po'? Paulo è schiavo di quei gesti carini.


"Perché all'improvviso hai voluto venire qui?"

Paulo chiese mentre si stringeva piĂą vicino a Stell per sentire il suo calore; quest'ultimo gli rispose intrecciando le dita.

"Niente di che. Ho solo sentito dire che i girasoli seguono il sole, quindi voglio vederli." E Stell continuò a parlare, mentre Paulo lo fissava con sguardo amorevole, ammirando ogni tratto del viso del suo partner. Dagli occhi alle labbra. Si sentiva eccitato solo baciando ogni aspetto del viso di quest'uomo. Soprattutto ogni volta che arrossiva dopo quell'atto.

 
Paulo si sente vivo ogni volta che vede Stell.


RiuscirĂ  a sopravvivere senza di lui?


No, non vuole pensarlo.
"Ti amo" esclamò Paulo all'improvviso, facendo interrompere il racconto a Stell. Con espressione sorpresa, guardò la sua amante.


"C-perché lo dici così all'improvviso?" chiese Stell e rise, cercando di nascondere il rossore. Il sole stava quasi sorgendo e Paulo riusciva a vedere chiaramente le fragole sotto le guance del suo compagno. Lo trovava carino.


Paulo si strinse quindi piĂą forte al suo partner, cercando di sentire le ampie spalle di Stell che trovava piĂą attraenti sul suo corpo. Nonostante la sua grande figura, Stell era dolce con lui. Riempiva quei pezzi mancanti dentro di lui. Lo trovava sicuro, lo trovava sicuro.


"Questo è brutto", disse Stell mentre abbracciava di nuovo Paulo, appoggiando la testa sulla spalla del suo amante.

"Sto cadendo più in profondità di prima" confessò il giovane e Paulo canticchiò.

"Non ti piace?" chiese Paulo e sentì Stell scuotere la testa sulla sua spalla, stringendolo più forte, come se non volesse lasciarlo andare.

"Mi piace. Ti piace?"


"Io faccio"
L'uomo anziano sentì la sua amante sospirare. "Non voglio lasciarti andare. Ti amo così tanto".
Paulo provava la stessa cosa.

"Ti ricordi quando ti ho detto che sei come un sole?"
Paulo chiese mentre fissava il cielo che diventava arancione, indicando l'alba. I girasoli, girando lentamente le loro teste verso il sole nascente.


"Sì, perché?" chiese Stell alzando la testa per guardare il suo partner.

"Se tu sei il sole allora io sarò il tuo girasole"

"Come mai?"

“Perché i girasoli seguono il sole, ovunque si trovino.”


Stell ridacchiò. "E se non riuscissero a trovare il tuo sole?"


Paulo spostò quindi lo sguardo verso Stell. L'alba si rifletteva negli occhi del suo uomo.


Gli venne da piangere. Come poteva avere un uomo così bello e amorevole? Cosa aveva fatto per meritarsi questo?


Se lo merita?


Non può lasciarsi andare adesso


"I girasoli non possono crescere senza sole, se è così aspetterò. Non importa dove ti trovi, ti troverò."


"Sempre?"


"Sempre"


Il sole finalmente sorse e i girasoli girarono verso il cielo azzurro. I due amanti si abbracciarono, creando una promessa.