marionetta
02_Preludio alla sfortuna


Bambini derubati dei loro sogni, sacrificati ai vani desideri di genitori che volevano solo il loro successo. Non eravamo altro che burattini nelle mani dei nostri genitori.

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02_Preludio alla sfortuna

[La prospettiva di Kim Jun-myeon]

"Cosa vuoi fare da grande?" "Ho speso così tanti soldi per te e tu mi porti questo!"

Oh, mi gira la testa. Non so per quante ore sono rimasto lì, a farmi picchiare. Se inciampavo anche solo un po', mia madre si arrabbiava ancora di più e mi picchiava.

Qualche giorno fa ho sostenuto un esame importante. Era un esame difficile, con molte domande difficili, che rendevano difficile anche per gli studenti più dotati superare i 90 punti. Ho ottenuto una media di 93,4, piazzandomi al quarto posto in tutta la scuola. Mia madre era furiosa quando ha visto i risultati.

Mia madre non riuscì a contenere la rabbia e finì per picchiarmi. "Entra e inizia subito a studiare! Se fallisci il prossimo esame con un punteggio più alto, sei finito!"

Senza la forza di reagire, mi diressi lentamente verso la mia stanza, con le gambe tremanti. Dietro di me, sentii il rumore di un vaso che si rompeva sul tavolo. Non volendo più essere colpito, corsi in camera mia.

Clic- Chiusi la porta e mi lasciai cadere contro di essa, appoggiandomi, sentendomi impotente. La parte bassa della schiena e i polpacci, dove ero stata colpita, mi dolevano.

La mia mente stava diventando sempre più confusa. Sapendo che se fossi crollato in quel modo, avrei ricevuto una batosta ancora più grande di quella che avevo ricevuto oggi, riuscii a malapena a resistere. Mi sedetti sulla sedia alla scrivania, con le gambe tremanti, e fissai il mio quaderno di lavoro.

Lacrime calde cominciano a scorrere, in netto contrasto con il freddo tepore della stanza. "Huh..."

Sapendo che piangere a squarciagola avrebbe fatto arrabbiare mia madre in soggiorno, mi coprii rapidamente la bocca. Le lacrime continuavano a sgorgarmi dagli occhi. Mi sembrava che i miei studi per quel giorno fossero finiti. Le lacrime mi rigavano le guance e mi cadevano sulle ginocchia.

Non appena le lacrime calde toccano la ferita, il dolore che avevo dimenticato sale dalla punta dei miei piedi.

Credo di essermi sdraiato sulla scrivania e di aver pianto in silenzio per un po' prima di addormentarmi per la stanchezza.

02_Preludio alla sfortuna