W. Mozzarella McChicken
Alice.
Un ghiro saltò fuori dalla tasca di Alice e chiese ad Alice.
Quando uscirai dal Paese delle Meraviglie?
Osservando il ghiro che mi poneva una domanda mentre rosicchiava un fungo con le sue piccole orecchie che si muovevano nervosamente, ho scrollato le spalle e ho risposto.
"Non lo so. Se potessi, me ne andrei, ma è passato parecchio tempo, quindi non ricordo bene cosa ho fatto lì."
Non ricordo molto di quello che è successo prima del mio arrivo nel Paese delle Meraviglie.
È successo tanto tempo fa, quindi ripensarci ora mi fa venire il mal di testa. I ricordi precedenti sono ancora più vaghi, tanto che li ricordo a malapena. Non ricordo quando fosse il mio compleanno, né cosa stesse facendo Alice in quel mondo. No, in realtà, credo di ricordare. Il dolore e i ricordi che si erano gradualmente affievoliti da quando ero arrivata nel Paese delle Meraviglie stanno riaffiorando oggi, come se fossero saldamente impressi nella mia mente.
Sei davvero patetico. Perché sei venuto in un posto come questo solo per ingozzarti di funghi?
Il tono preoccupato e un po' sprezzante del ghiro
Con un pizzico di risentimento, ho chiuso il sacchetto contenente il ghiro. Tanto non avrebbero capito comunque.
"Ah! Aprilo!"
Lasciandomi alle spalle la tasca che si agitava, diedi un morso alla mela che avevo nell'altra tasca. Poi parlai.
Ghiro.
Perché, cosa?
Riuscivo a percepire la malizia nel suo tono di voce.
"Hai detto di provenire anche tu da un altro mondo. Com'era il mondo in cui vivevi?"
Tenendo con cura sotto controllo il marsupio contenente il ghiro, mi sono seduto delicatamente sotto un albero ombroso. Il ghiro si è fermato un attimo, come se stesse riflettendo sulla mia domanda, poi ha parlato.
"Beh... ci sono molti animali più fighi di me... immagino che si possa definire un mondo crudele, dove tutti diffidano l'uno dell'altro e non osano voltarsi le spalle?"
"È esattamente come il mondo in cui vivevo prima. Sono rimasto lo stesso. Era un mondo egoista in cui, per quanto lavorassi sodo o mi prendessi cura di me stesso, i soldi non bastavano mai, e c'erano tante persone brillanti e di successo che non vivevano con la stessa diligenza con cui vivevo io."
Approfittando di quel momento, il ghiro fece capolino dalla tasca allentata e sfidò le mie parole.
Prima hai detto di non ricordare assolutamente nulla del mondo in cui vivevi, ma ricordi benissimo che era un mondo egoista?
Dopo un breve silenzio, ho voluto parlare.
La verità è che quel mondo era folle, *era* folle, ed è per questo che mi ha fatto il lavaggio del cervello, convincendomi di essere pazzo anch'io e di non ricordare più nulla!! Chi potrebbe mai capire quel dolore che non riesco nemmeno a ricordare?
Chi garantisce che il dolore e i ricordi, frutto di sofferenze e lotte, scompaiano dopo essere giunti in una terra straniera?
"La storia di allora non ha più alcun significato, perché la persona che sono oggi non appartiene a quel mondo."
"Sembra proprio da te. A mio parere, potresti essere uno strambo un po' fuori di testa che vive in quel mondo leggendo libri."
Ahahah! Ho riso così tanto per l'assurda osservazione del ghiro che mi è caduta la mela che stavo mangiando.
"Avevo ragione, vero? Sei pazzo."
All'ombra di un albero, dove soffiava una brezza fresca, ascoltavo in silenzio le cose senza senso che il ghiro sputava fuori.
"Sì, sono pazzo. Ma sai una cosa? È un segreto... tutte le persone fighe sono pazze! Ahahah!"
Ho urlato come un pazzo, come se stessi rispondendo a tono al ghiro. Poi, quando un coniglio bianco di passaggio mi si è avvicinato cautamente, la mia faccia è diventata rossa e ho ficcato il ghiro in tasca.
Mi scusi, potrebbe indicarmi dove devo andare da qui per raggiungere l'azienda?
"Ah, girati laggiù... ehm, vedi la torre dell'orologio? L'azienda è proprio dietro."
"Grazie! Uffa! Farò tardi! La Regina di Cuori si arrabbierà!"
Il coniglio bianco che mi aveva chiesto indicazioni tirò fuori un orologio dal gilet, guardò l'ora e scappò via sorpreso. Il ghiro strisciò fuori dalla tasca, ridacchiò beffardamente e aggiunse un commento.
"I pazzi non si rendono conto di essere pazzi, ma tu non sei forse solo una persona che non si conosce bene? Dopo aver passato cinque anni con te, a volte ho la sensazione che qualcuno ti abbia fatto il lavaggio del cervello. Ridi quando non vuoi e piangi quando vorresti ridere."
"Di cosa stai parlando? Decido io il mio umore. Oggi sono 'Felicità'."
"È una follia, Alice!"
Ho riso e chiacchierato con il ghiro fino a sera. Me ne sono reso conto solo oggi.
Non posso tornare al mondo in cui vivevo prima. Ora sono una persona diversa e, essendo arrivata nel Paese delle Meraviglie, ho perso il senso della realtà. Mi piace il Paese delle Meraviglie. Non è forse un mondo completamente irreale? Dove la Lepre Marzolina e il Cappellaio Matto prendono il tè ogni giorno e la Regina di Cuori organizza partite di croquet ogni giorno, in un paese così totalmente irreale trovo la strada che desidero, che è anch'essa completamente irreale.
