Ero un normale WizOne sulla Terra, ma sono un magnate in un universo parallelo?

0. Prologo

"Lasciandosi alle spalle due anni e mezzo di ricordi onirici, le 12 ragazze..."
Il mio cuore è così pesante che mi sembra di aver mangiato qualcosa e di sentirlo appeso al petto. Su un lato della parete di casa, i ricordi del passato sono ordinatamente disposti. Il testo della canzone "Unwoo Night" che sento, le notizie che mi solleticano il cuore tutto il giorno, scorrono oltre il monitor lampeggiante come se mi dicessero di guardarle, trafiggendomi il cuore. Il primo momento in cui ci hai sorriso e hai detto che ti saresti preso cura di noi in futuro, il momento in cui ci hai sempre sorriso e ci hai dato forza anche quando abbiamo dovuto affrontare un programma difficile, il momento in cui in qualche modo sei tornato a stare con noi anche dopo aver sopportato il doloroso e insopportabile malinteso e le critiche... Quei momenti mi attraversano la testa come un panorama.
I nostri figli, che sorridevano sempre in ogni momento, alla fine ci hanno salutato con gli occhi pieni di lacrime, dicendo che quella era davvero l'ultima volta e che era giunto il momento di dirci addio.
Prima che me ne rendessi conto, la tristezza che mi colava dagli occhi, qualcosa che non sapevo né volevo comprendere, sgocciolò sul pavimento e persi conoscenza. All'età di 24 anni, un giovane che era stato più passionale di chiunque altro e aveva una visione ottimistica del mondo, esalò l'ultimo respiro in una stanza vuota e solitaria, assistendo alla realtà da incubo di dodici ragazze, dei suoi sogni e delle sue speranze, infranti dall'avidità e dall'egoismo degli adulti.








"Huk.... Huk huk......"
La vista che non avevo mai visto prima si diffuse davanti ai miei occhi, attraversando i miei nervi ottici e colpendo la mia mente. Le pareti, un tempo ricoperte di carta da parati strappata, muffa ovunque e escrementi gialli di insetti sconosciuti, erano scomparse, e solo le colonne di marmo lucido che avevo visto solo nei film brillavano orgogliose. Nello specchio accanto, un uomo dal corpo robusto che non avevo mai visto prima alzò lentamente il braccio.
Toc, toc, e un uomo che non avevo mai visto prima si avvicina lentamente a me, accompagnato da un rumore di colpi.
“Signore, dovrei chiamarla adesso Amministratore Delegato?
Congratulazioni per il tuo primo giorno in carica."
L'uomo, che era educato ma sembrava a suo agio, sorrise, tirò fuori un taccuino dalla tasca e continuò a parlare.
"La prima attività ufficiale di oggi è un incontro con st enm. Per quanto riguarda il gruppo femminile di cui mi hai parlato l'ultima volta..."
Per un attimo, due parole chiave si sono affacciate alla mia mente confusa: st enm e girl group...
"È IZ*ONE?" L'uomo annuisce al nome che gli esce già dalla bocca prima ancora di poter prendere una decisione razionale.
"Sì, forse c'è un problema..."
Da allora, ogni giorno, con i suoni circostanti attutiti, gli ideali che avevo sognato si disperdono davanti ai miei occhi.
Il sogno che avevo sempre in mente e sulle labbra... il fratello chaebol di Wiz*One creerà un miracolo.
Ero esausto e non avevo alcun punto a cui appoggiarmi, così la favola che avevo sognato per trovare un po' di conforto si è presentata davanti ai miei occhi come un miracolo.
"Allora cosa dovrei fare adesso?"

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