Un pezzo che ho scritto per noia
Il mio dannato imperatore

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2022.08.11Visualizzazioni 42
Una terra desolata e siccitosa.
Nel terreno screpolato, dove non c'è acqua, scorre più sangue che acqua. Soldati morti per la patria, ammucchiati come montagne in modo crudele; bandiere rosse, accartocciate, strappate e rotte, diverse da quando partirono per la battaglia; l'odore denso di polvere da sparo e sangue; ceneri che si alzano al vento dopo aver bruciato... Il cielo è un tramonto limpido, come se non volesse versare lacrime per i morti. Tra i cadaveri, una ragazza dai capelli rossi, chiari come il sangue, ancora più del tramonto, si erge davanti a loro. A prima vista, sembra un'orfana di guerra, ma i suoi occhi sono impassibili. La ragazza lascia svolazzare al vento la sciarpa blu che indossava.
"Ecco come te ne sei andato"
La ragazza, che fissava con sguardo assente un cadavere, si voltò senza pensarci due volte e continuò per la sua strada. Mentre camminava, il suo volto inespressivo si faceva sempre più triste, e alla fine le lacrime le rigarono il viso.
"Ah, mio imperatore..."
"Per chi era questa guerra?"
Questa guerra è stata semplicemente scatenata da sudditi avidi.