FANGIRL || CHA EUNWOO DI ASTRO

EUNWOO - DA VICINO

"La guarigione non deve per forza apparire magica o bella. La vera guarigione è dura, estenuante e logorante. Lasciati andare, non cercare di dipingerla per quello che è; sii presente per te stesso senza giudizio.


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"Quindi vieni qui spesso? Questo è un posto piuttosto pericoloso e io... sì, non ti ho mai visto qui".

(*Ho chiesto tutto questo con voce tremante, urlandole contro perché immagino che non fosse il momento giusto per saltare*)


Non ha fatto una sola espressione e non ha nemmeno battuto ciglio, ha continuato a guardarmi!!
(*e perché si sta avvicinando a me? E se perdesse l'equilibrio e potesse------sshhhhhh...stai zitto eunwoo*)

Cerca di fare un passo indietro, ma il suo piede urta il bordo. Barcolla leggermente e prima che possa farsi prendere dal panico o avere paura, ho iniziato lentamente a muovermi nella sua direzione, nel caso avesse bisogno del mio aiuto.

Più lentamente ci avvicinavamo, meglio riuscivo a vederla. Potevo vedere quanto fosse grazioso il suo viso, quasi come quello di una bambola coreana. Occhi grandi, un viso dolce a forma di cuore, una bocca che si curvava in un sorriso perfetto.
(*YYAAHH!! Non siamo venuti fin qui per poter descrivere il suo aspetto*)

Mentre ero lì lì a descrivertela, lei tremava o tremava. E ora potevo vedermi contro di lei perché l'ultima cosa che voglio fare oggi è fare la figura dell'idiota davanti a questa piccola, anche se so che non dovrei farlo, ma è solo che non ho più il controllo.

"Voglio che tu lanci le tue scarpe verso l'autostrada, non troppo lontano da te, e poi ti aggrappi al bordo in modo da afferrarle con le mani. Una volta che le hai afferrate, ti appoggi e poi sollevi il piede destro. Tutto questo ti è entrato nella testa, piccolo?"

Lei annuisce e quasi perde l'equilibrio...
(*Dovrà sicuramente ringraziarmi più tardi perché THE CHA EUNWOO le ha tenuto la mano mentre succedeva tutto questo e l'ha salvata di nuovo*)

"Non annuire. Ti conto. Al tre."

Si aggrappa al cornicione con una mano e si appoggia contro di esso, poi solleva la gamba e la scavalca, così da sedercisi sopra. Mi guarda lentamente e poi allunga la mano verso la strada statale, che era il tratto più trafficato del mondo.

Dico: "Ora riporta la gamba sinistra indietro come puoi. Non lasciare andare la presa sulla sporgenza... presto la vedrò atterrare dolcemente sulla strada statale e sarà al sicuro".



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Quindi, ora ci sono solo io qui fuori. Guardo l'acqua un'ultima volta, che ora sembra ancora più scura di prima, e mi immagino mentre annego lì.
(*Sì!! In realtà l'ho immaginato*)

Poi una voce dietro di me dice: "Penso che quei ragazzi laggiù ti stiano cercando".
(*Ero così immerso nei miei pensieri che mi sono dimenticato della ragazza che forse mi vedeva comportarmi come un pazzo stronzo*)

"Ragazzi"?
"Di che tipo stai parlando?"

"Quelli con le magliette nere o dovrei dire quelli che corrono e si avvicinano lentamente a noi"

Ero ancora su quella dannata sporgenza e non appena ho alzato la testa nella direzione da cui si stavano avvicinando quei ragazzi, ho capito senza battere ciglio che erano i maledetti wrestler spia del mio manager.
(*La tua ipotesi è giusta! Quelli che sono a pochi metri da me 24 ore su 24, 7 giorni su 7, nel caso in cui provassi a fare qualcosa di sospetto, soprattutto in momenti come questi*)


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In pochi secondi mi sono buttato dal ponte eseguendo gli stessi trucchi che le avevo spiegato. Da vicino, vedo che la sua pelle è liscia e pulita, i suoi occhi sono di un grigio-blu che mi fa pensare all'inverno.



Sono gli occhi che mi colpiscono.Sono grandi e accattivanti, come se lei vedesse e capisse tutto.


Lei è carinama non troppo alto con quelle gambe corte e irrequiete.


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"Stavo solo passando di qui", dice, "e non so davvero come mai fossi in piedi-----"


"Dobbiamo scappare", dico perché non volevo proprio che tornassero al mio dormitorio con loro, "e quando dico scappare devi proprio farlo perché quei maledetti lottatori che sembrano spie sono molto veloci quando si tratta di me".


Mentre lei era impegnata ad allacciarsi le scarpe, ho cercato l'occasione e---------


"Pensi che esista una giornata perfetta?"
"Che cosa?"
"Una giornata perfetta. Dove non accade nulla di triste o ordinario. Pensi che sia possibile per te vivere una giornata simile almeno una volta?"
"Non lo so."
"Ne hai mai avuto uno?"
"NO."
"Anch'io non ne ho mai avuto uno, ma lo sto cercando."


Ci siamo tenuti per mano non appena le ho fatto queste stupide domande e indovina un po' cosa è successo dopo


'CORSA'


"CONTINUA"


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