incontro casuale

4.

Non voglio davvero farlo, a meno che non ci sia assolutamente nessun altro modo.

Mentre la pioggia fuori si intensificava e non c'era ancora risposta dall'altro capo del telefono, provai un profondo senso di disperazione.

"Quello... forse..."
Una chiara voce maschile proveniva da dietro.

"...ah?"
Pensavo fosse il telefono che squillava e mi ci è voluto un attimo per realizzare che era il ragazzo che portava a spasso il cane a parlare.

Mi voltai velocemente e gli risposi:
“Scusa… cosa hai appena detto? Non ti ho sentito…”

"Ah... no, non è vero", agitò ripetutamente le mani. Il cappuccio gli tirava giù la frangia, nascondendogli leggermente gli occhi; riuscivo solo a vedere il piccolo neo sul suo labbro che si contraeva.
"Quello che volevo dire è che, se andiamo nella stessa direzione, potrei darti un passaggio..."