Sacrificio
L'ultimo

kuvi•ᴗ•
2019.09.22Visualizzazioni 230
Ingoiai il nodo in gola mentre gli scostavo i capelli dalla fronte. Lui mi appoggiava la testa in grembo, con le sopracciglia aggrottate come se fosse immerso nei suoi pensieri. Avrei voluto, avrei voluto tanto cedere, ma lui aveva un futuro radioso davanti a sé.
Continuai a parlare, spezzandogli il cuore non solo ma anche il mio. "Troverai qualcuno più adatto a te. Non sono io. Ti deluderò solo..."
"Te l'ho già detto", mi interruppe con voce un po' tremante, "non voglio la fama, non è per questo che mi considero un idolo."
Jimin. Lo so, Jimin, lo so. Ma pensa a tutte le opportunità che avrai, quelle che saranno limitate se ci sarò io.
"I fan dovrebbero esserci per la mia musica, non per la mia vita privata. E tu sei più che perfetto per me, per favore non abbatterti,gongjunim."Gongjunim-Il mio cuore soffriva fisicamente. "Principessa" era il termine con cui mi chiamava fin dall'infanzia, da quando eravamo migliori amiche. Ed era qualcosa che aveva continuato a dire anche durante l'adolescenza... e a San Valentino, quando avevamo 17 anni, tornando a casa da scuola... quando disse: "Ti ho amato fin dall'infanzia, anche quando avevamo 7 anni, ma credo che il mio amore per te sia cambiato nel corso degli anni. Ora quello che provo per te non è amore per una migliore amica, ma qualcosa di più crudo e profondo. So che te ne saresti già accorta. E se non ho interpretato male, vale lo stesso per te."
"Gongjunim,il mio gongjunim,Ti amo. Vuoi essere la mia ragazza?
Certo che avevo detto di sì. Avevo detto che lo amavo anch'io. Gli avevo avvolto le gambe intorno alla vita mentre lui mi tirava su... e avevamo continuato il nostro cammino verso casa, io appesa a lui come un koala.
Ma in quel momento non c'era spazio per abbracci e "ti amo". Meno emozioni ci fossero, meno dolore ci sarebbe stato.
"Mi dispiace", dissi, cercando di fermare le lacrime che mi rigavano il viso, ma senza successo, piccole gocce colpivano le guance di Jimin, mentre facevo del mio meglio per guardare ovunque tranne che su di lui.
"Per favore, per favore non farlo." Mi implorò, tenendosi su, cercando di incrociare il mio sguardo, il suo, lucido e supplichevole.
Mi morsi le labbra, cercando di trattenermi dal gridare forte. "Noi-noi abbiamo chiuso. Possiamo ancora essere amici. Saremo sempre il primo amore l'uno dell'altro, ma dovresti andare avanti. Sarai in grado di trovare persone più perfette per te. Sarai l'idolo perfetto. Jimin, realizza i tuoi sogni."
Gli sollevai delicatamente la testa dal grembo, passandogli una mano tra i capelli per l'ultima volta, i suoi capelli morbidi e soffici sotto le mie dita. Si sedette mentre io mi alzavo, asciugandomi le lacrime con forza, i capelli sfacciati spazzati dal vento improvviso, alcuni dei quali si appiccicavano alle guance umide. Lo guardai. Il suo viso rigato di lacrime; le sue mani tese; i suoi occhi che sembrano più belli quando sorride, ora rossi e gonfi - i suoi occhi che dicevano,
"Per favore, non lasciarmi."
Il mio cuore si strinse, ma girai a sinistra del parcoda solo, senza tenere le mani con Jimin, sussurrandoci dolci parole e ridacchiando, per la prima volta.